dissalatore acquedotto del fiora isola del giglio giglionews
Acqua del dissalatore per irrigare i terreni: Fratelli d'Italia chiede di cambiare il regolamento regionale

Acqua del dissalatore per irrigare i terreni: Fratelli d'Italia chiede di cambiare il regolamento regionale

Una mozione presentata in Regione dai consiglieri Luca Minucci, Alessandro Tomasi e Vittorio Fantozzi propone di consentire l'utilizzo a fini agricoli dell'acqua prodotta dal dissalatore dell'Isola del Giglio. L'obiettivo è favorire il recupero dei terreni agricoli e delle coltivazioni, superando una norma regionale che oggi ne limita gli impieghi.

Utilizzare l'acqua prodotta dal dissalatore anche per irrigare i terreni agricoli dell'isola. È questa la richiesta contenuta in una delle mozioni inserite nel pacchetto di proposte di Fratelli d'Italia dedicato all'agricoltura toscana e presentato in Consiglio regionale.

La proposta, sottoscritta dai consiglieri regionali Luca Minucci, Alessandro Tomasi e Vittorio Fantozzi, parte da una questione particolarmente rilevante per il territorio del Giglio: la disponibilità di acqua per le attività agricole e ortofrutticole.

L'isola presenta infatti caratteristiche territoriali che rendono particolarmente difficile l'approvvigionamento idrico. Il servizio idrico dipende interamente dal dissalatore, mentre la conformazione del territorio, in larga parte roccioso e caratterizzato dalla presenza del granito, rende complesso il raggiungimento delle falde e il loro eventuale utilizzo a fini irrigui.

La mozione chiede quindi alla Regione Toscana di rivedere il Regolamento regionale n. 29/R del 2008, e in particolare l'articolo 16, per consentire l'impiego dell'acqua potabile prodotta dagli impianti di dissalazione anche per usi agricoli e ortofrutticoli nelle aree isolate, indicando esplicitamente tra queste l'Isola del Giglio.

Un'opportunità per il recupero dei terreni

La questione non riguarda soltanto la disponibilità di acqua, ma si intreccia con quella più ampia del recupero dell'agricoltura isolana.

Negli ultimi decenni molte aree agricole del Giglio sono state progressivamente abbandonate. La scarsità d'acqua rappresenta uno degli ostacoli alla possibilità di tornare a coltivare quei terreni e di mantenere in attività le produzioni locali.

La mozione sostiene che, in un'isola dove la produzione di acqua potabile è affidata al dissalatore e non dipende dalle riserve di falda della terraferma, le restrizioni previste dal regolamento regionale del 2008 debbano essere riconsiderate alla luce delle attuali esigenze.

Secondo la proposta, una modifica normativa permetterebbe di utilizzare una risorsa già prodotta sull'isola anche per sostenere le coltivazioni, creando condizioni più favorevoli per il recupero dei terreni agricoli.

Il documento sottolinea inoltre che la possibilità di destinare una parte dell'acqua dissalata agli usi agricoli, secondo quanto sostenuto dai promotori, non comporterebbe costi aggiuntivi per il gestore del servizio idrico, ma potrebbe anzi determinare maggiori ricavi attraverso la vendita dell'acqua destinata a questo utilizzo, con un possibile effetto positivo anche sulla spesa complessiva sostenuta da utenti e istituzioni.

La proposta nel più ampio "Pacchetto agricoltura"

La richiesta riguardante il Giglio è inserita in un pacchetto più ampio di nove mozioni presentate da Fratelli d'Italia in materia di agricoltura.

Tra i temi affrontati figurano il caro carburanti per le imprese agricole e della pesca, il recupero degli oliveti abbandonati, il sostegno al settore cerealicolo, la tutela del riso toscano, il sostegno ai piccoli produttori di vino, l'agricoltura rigenerativa, la castanicoltura e la revisione dei criteri di accesso ai bandi del Complemento per lo Sviluppo Rurale.

Per il Giglio, però, il tema dell'acqua assume una particolare rilevanza perché si collega direttamente alla possibilità di mantenere e recuperare l'attività agricola sull'isola, sostenendo quelle coltivazioni che costituiscono non soltanto una componente produttiva, ma anche una parte del paesaggio e della storia del territorio.

La richiesta avanzata in Regione dovrà ora tradursi, se accolta, in una modifica delle disposizioni regionali che regolano gli utilizzi dell'acqua proveniente dagli impianti di dissalazione.

Una questione che potrebbe quindi avere ricadute concrete anche sul futuro delle campagne gigliesi e sul recupero di una parte del territorio oggi non più coltivata.

LEGGI LA MOZIONE COMPLETA