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Archeologia, a Siena nuovi corsi di laurea: anche il Giglio protagonista della ricerca di Unistrasi

Archeologia, a Siena nuovi corsi di laurea: anche il Giglio protagonista della ricerca di Unistrasi

Dai nuovi percorsi universitari dell'Università per Stranieri di Siena alle ricerche archeologiche sull'Isola del Giglio: un legame sempre più stretto tra formazione, ricerca e valorizzazione del patrimonio culturale gigliese.

L'Università per Stranieri di Siena amplia la propria offerta formativa con due nuovi percorsi di laurea dedicati all'archeologia, alla storia dell'arte e ai patrimoni culturali, con una prospettiva globale e contemporanea. Si tratta della laurea triennale in "Patrimoni culturali: Archeologia e storia dell'arte del mondo" e della laurea magistrale in "Archeologie e Storie dell'arte", che affiancano alla preparazione teorica una significativa attività pratica sul campo.

Ed è proprio in questo contesto che assume particolare interesse il ruolo dell'Isola del Giglio, dove l'Università per Stranieri di Siena conduce da anni attività di ricerca archeologica.

San Giorgio, un laboratorio di ricerca e formazione

L'Ateneo conduce infatti ricerche al Giglio nell'area dell'Oratorio Campestre di San Giorgio, nell'ambito del progetto RES_MA_LAND - Reshaping Marginal Landscapes, realizzato in collaborazione con il Comune di Isola del Giglio e l'Associazione Archeologia Diffusa ETS, con il sostegno della Regione Toscana e dell'Università per Stranieri di Siena. Il progetto, coordinato scientificamente dal professor Jacopo Tabolli, punta alla riscoperta e alla valorizzazione di luoghi del patrimonio gigliese a lungo rimasti ai margini degli studi sistematici.

Tra questi c'è proprio l'area di San Giorgio, dove le indagini stanno contribuendo a riportare alla luce le testimonianze archeologiche legate alla sorgente e al complesso storico sorto intorno ad essa. L'Università ricorda come l'oratorio campestre, posto a mezza costa tra Giglio Porto e Giglio Castello, sorga presso una delle principali sorgenti dell'isola e possa avere origini molto antiche, forse già in epoca bizantina.

La ricerca gigliese rappresenta inoltre una preziosa occasione di formazione direttamente sul campo per studentesse e studenti dei nuovi corsi di laurea, mettendoli a contatto con metodologie di scavo, documentazione, analisi e valorizzazione del patrimonio archeologico.

È un aspetto particolarmente importante: l'archeologia, infatti, non viene studiata soltanto sui libri, ma diventa esperienza concreta attraverso il rapporto con i territori e con le comunità che ne custodiscono la memoria.

Dal progetto Seascape al relitto dei Pignocchi

L'impegno del professor Tabolli e dell'Università per Stranieri di Siena sul territorio gigliese non si limita a San Giorgio.

Negli anni Tabolli ha diretto il progetto SEASCAPE, dedicato all'archeologia preventiva dei fondali e della costa dell'Isola del Giglio. Le ricerche hanno interessato diversi settori dell'isola, unendo archeologia subacquea e indagini a terra. A Giglio Porto, ad esempio, sono state studiate testimonianze di epoca romana, mentre nell'area di Campese le indagini hanno permesso di inserire in una prospettiva più ampia il patrimonio archeologico della costa occidentale.

Particolare attenzione continua inoltre a essere dedicata al relitto arcaico dei Pignocchi, nella baia di Campese, uno dei più importanti siti di archeologia subacquea del Mediterraneo occidentale. Il relitto, databile agli inizi del VI secolo a.C., fu scavato negli anni Ottanta da Mensun Bound e dalla sua équipe dell'Università di Oxford. Oggi è al centro di una nuova stagione di studi finalizzata alla pubblicazione complessiva dei materiali e dei risultati dello scavo, con il coordinamento di Alessandro Naso e la partecipazione, tra gli altri, dello stesso Tabolli.

Il relitto dei Pignocchi rappresenta una testimonianza straordinaria del ruolo che il Giglio ebbe nelle antiche rotte commerciali del Mediterraneo e dei rapporti tra il mondo etrusco e quello greco.

E rimane ancora aperta una vicenda che appartiene ormai alla memoria collettiva dell'isola: quella dell'elmo corinzio rinvenuto insieme alle testimonianze del relitto e successivamente trafugato all'estero. La speranza, mai sopita, è che un giorno possa essere recuperato e tornare finalmente al Giglio.

Il Giglio entra nelle aule universitarie

La collaborazione tra Università, istituzioni e associazioni dimostra quindi come il patrimonio archeologico gigliese possa diventare non soltanto oggetto di studio e tutela, ma anche strumento di formazione per le nuove generazioni di archeologi e studiosi del patrimonio culturale.

Il nuovo corso triennale di Unistrasi, in particolare, prevede esperienze pratiche sul campo e indica esplicitamente gli scavi di San Casciano dei Bagni e altre attività nei musei e nei luoghi della cultura come parte della formazione. La stessa impostazione caratterizza la laurea magistrale in Archeologie e Storie dell'Arte.

Per il Giglio si tratta di un'opportunità importante: la ricerca archeologica non soltanto contribuisce a conoscere meglio la storia dell'isola, ma permette di formare sul suo territorio gli studiosi che domani saranno chiamati a tutelare e valorizzare patrimoni culturali in Italia e nel mondo.

Le informazioni sui nuovi corsi

Le informazioni sui nuovi percorsi di studio sono disponibili sui canali ufficiali dell'Università per Stranieri di Siena. Il corso triennale "Patrimoni culturali: Archeologia e Storia dell'Arte del Mondo" è già presentato sul portale di orientamento dell'Ateneo, così come la magistrale "Archeologie e Storie dell'Arte".

Università per Stranieri di Siena - unistrasi.it
Portale di orientamento "La Stranieri" - scelgo.lastranieri.it

Per l'Isola del Giglio è una bella notizia: mentre nuovi studenti si preparano a studiare archeologia e patrimonio culturale con una prospettiva internazionale, proprio il Giglio continua a offrire loro un luogo concreto nel quale quella conoscenza può trasformarsi in ricerca, esperienza e tutela di una storia millenaria.