Le navi da crociera tornano a fare scalo all'Isola del Giglio: inaugurata la stagione con la Le Dumont d'Urville
Dopo un anno di interruzione, le navi da crociera tornano a fare scalo all'Isola del Giglio. Ad inaugurare la stagione è stata ieri la Le Dumont d'Urville, elegante nave della compagnia francese Ponant, accolta nelle acque gigliesi per il primo dei sei approdi programmati nel corso della stagione grazie all'iniziativa di PortArgentario ed il supporto logistico della locale Pro Loco.
Ad annunciare con soddisfazione la ripresa degli scali è stato Fabrizio Palombo, direttore tecnico di PortArgentario, che ha dato il benvenuto al comandante, all'equipaggio e agli ospiti della nave.
"Con grande soddisfazione oggi diamo il benvenuto all'Isola del Giglio alla nave da crociera Le Dumont d'Urville, al suo Comandante, al suo equipaggio ed ai graditissimi ospiti. Dopo un anno di interruzione riprendono gli scali sull'isola, sempre più bella ed affascinante, per il primo dei sei scali programmati."
I passeggeri hanno accolto con entusiasmo l'opportunità di visitare il territorio, partecipando numerosi alle escursioni organizzate tra Giglio Porto, Giglio Castello e le altre località dell'isola. Nel programma della giornata è stata inserita anche una visita alla vicina Isola di Giannutri, meta sempre più apprezzata per il suo patrimonio naturalistico e archeologico.
"Gli ospiti sono scesi numerosissimi per tour locali ed effettueranno anche una escursione all'Isola di Giannutri, un ulteriore bellissimo luogo da conoscere ed apprezzare", ha aggiunto Palombo.
Il ritorno delle navi da crociera rappresenta un'importante opportunità per l'economia locale. Ogni approdo porta infatti sull'isola centinaia di visitatori provenienti da tutto il mondo, offrendo loro la possibilità di conoscere il territorio, le sue bellezze paesaggistiche, le tradizioni e le eccellenze enogastronomiche, con ricadute positive per le attività commerciali e turistiche.
La Le Dumont d'Urville apre così una nuova stagione crocieristica che vedrà complessivamente sei scali all'Isola del Giglio, confermando il crescente interesse del turismo internazionale per una destinazione che continua a distinguersi per il fascino del suo mare, la qualità dell'accoglienza e l'autenticità dei suoi borghi.



Gentile signora, ho letto con interesse il suo commento e, da residente che sull'Isola del Giglio ha scelto di vivere e lavorare, mi sento di condividere con lei qualche riflessione. Comprendo le sue perplessità sull'impatto ambientale, sono temi che ci stanno a cuore a tutti. Ma le chiedo: quella nave, se non fosse qui, terrebbe comunque i motori accesi altrove. La differenza è che, scegliendo un'altra destinazione, porterebbe altrove opportunità e ricchezza. E il Giglio, in questo momento storico, non può permettersi il lusso di rinunciare a risorse che aiutano a tenere aperte attività, a far vivere i borghi e a creare un indotto che va a beneficio di molti, anche di chi non lavora direttamente con il turismo. Sulla questione della diga foranea, confesso di non avere elementi per confermare che l'accesso sia interdetto. Ma anche volesse essere così per poche ore durante gli scali, stiamo parlando di 6 giorni all'anno. Mi sembra un disagio talmente limitato da non giustificare un giudizio così severo su un'intera stagione. Le sue parole, però, mi hanno fatto riflettere su un aspetto più profondo. Forse lei ha la fortuna di poter guardare all'isola come a un luogo da preservare intatto, senza preoccuparsi della sostenibilità economica di chi ci abita. Ma la realtà è che il Giglio, come tante comunità, ha bisogno di strategie di rinnovamento. Il mondo cambia, e anche i modelli di sviluppo devono sapersi adattare, se non vogliamo che l'isola diventi un luogo solo per pochi privilegiati, sempre più vuoto e sempre meno vivo. Nessuno vuole uno "scempio". Ma credo che la vera sfida sia imparare a coniugare la tutela del territorio con la sua vitalità. E le crociere, gestite con attenzione e in numeri contenuti come in questo caso, possono essere un tassello di questo equilibrio. Con stima e cordialità.
Pessima cosa. La nave sta tutto il giorno con i motori accesi per rimanere in posizione. Inquinamento e spreco di carburante. Inoltre l’ultimo pezzo di diga foranea (faro rosso) è sequestrato per far salire e scendere i viaggiatori della nave da crociera, non si può passeggiare fino in fondo. Non se ne sente il bisogno e prima finisce questo scempio e meglio è. Povero Giglio.