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Medici di famiglia a ruolo unico: dal 1° gennaio 2026 niente reperibilità nei prefestivi

Medici di famiglia a ruolo unico: dal 1° gennaio 2026 niente reperibilità nei prefestivi

Il nuovo Accordo Integrativo Regionale della Toscana per la medicina generale introduce un cambiamento significativo nell'organizzazione dell'assistenza territoriale: la figura del medico di medicina generale a ruolo unico. Una riforma che ridefinisce compiti e modalità di lavoro dei medici di famiglia e che avrà effetti concreti anche sulla reperibilità del servizio.

Tra le novità più rilevanti previste dall'accordo c'è il fatto che, a partire dal 1° gennaio 2026, i medici di famiglia che aderiscono al ruolo unico non saranno reperibili neppure nei giorni prefestivi. Una scelta che segna una netta discontinuità rispetto al passato e che rientra in una più ampia riorganizzazione dell'assistenza sanitaria territoriale.

A spiegare il senso della riforma è Niccolò Biancalani, segretario toscano della Fimmg, il sindacato maggiormente rappresentativo dei medici di medicina generale:

"I medici di famiglia che scelgono il ruolo unico e tutti i nuovi medici di famiglia che entrano in servizio da ora in poi integrano l'attività tradizionale in ambulatorio con ore di attività nelle strutture territoriali, come le case di comunità, la guardia medica e i punti di intervento rapido".

Il nuovo modello prevede quindi che l'assistenza ai cittadini non sia più concentrata esclusivamente sull'ambulatorio del medico di famiglia, ma venga distribuita anche all'interno delle strutture sanitarie territoriali, con l'obiettivo di garantire una presenza più organizzata e continuativa del servizio sanitario, soprattutto nelle fasce orarie e nei giorni in cui gli ambulatori sono chiusi.

La conseguenza diretta di questo assetto è che la reperibilità prefestiva del medico di famiglia viene meno, lasciando spazio a un sistema basato su servizi territoriali dedicati, come la continuità assistenziale e i punti di intervento rapido, chiamati a rispondere ai bisogni sanitari non urgenti fuori dagli orari ordinari.

Una trasformazione che punta a rendere più strutturata ed efficiente la sanità territoriale, ma che richiederà anche una fase di adattamento per i cittadini, chiamati a familiarizzare con nuove modalità di accesso alle cure nei giorni prefestivi e festivi.