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Noi, proprietari di seconde case al Giglio, non siamo cittadini di Serie B!
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ISOLA DEL GIGLIO: I PROPRIETARI DELLE SECONDE CASE NON SONO CITTADINI DI SERIE B!

Ok. È ora di dire basta a una situazione che tanti proprietari non residenti vivono con rabbia e amarezza.

Chi possiede una seconda casa all'Isola del Giglio paga IMU, TARI, utenze, manutenzione e tutte le spese necessarie per mantenere il proprio immobile. E quando vuole raggiungere la propria casa deve pagare anche il traghetto, senza poter usufruire delle agevolazioni riservate ai residenti.

In sostanza, si paga come proprietari, si paga come contribuenti, si paga per arrivare sull'isola, ma quando si chiede qualcosa in cambio ci si sente rispondere che non si ha diritto a nulla perché non si è residenti. Ma i proprietari delle seconde case non contribuiscono forse all'economia dell'isola? Non pagano le tasse? Non spendono nei negozi, nei bar, nei ristoranti e nelle attività locali? Non sostengono, con le proprie spese, una parte dell'economia del Giglio? E allora perché questo contributo sembra non contare quando si tratta di riconoscere qualche agevolazione?

Nessuno vuole togliere diritti ai residenti, che hanno le loro esigenze e meritano rispetto. Ma riconoscere i diritti di una categoria non dovrebbe significare ignorare completamente quelli di un'altra. Si potrebbero studiare tariffe agevolate sui traghetti, permessi per i parcheggi e misure specifiche per chi possiede una seconda casa e paga regolarmente i tributi. Non si chiedono favori personali, ma soluzioni ragionevoli, trasparenti ed eque.

E soprattutto, quando un cittadino si rivolge all'amministrazione per esporre un problema, merita una risposta seria e rispettosa. Sentirsi dire "se ti va bene è così, altrimenti te ne vai" è il modo peggiore per alimentare il dialogo e il senso di appartenenza a una comunità. Una seconda casa non è soltanto un immobile da tassare. Dietro ci sono sacrifici, risparmi e spesso anni di affetto per un'isola che si considera casa propria, anche senza avervi la residenza.

Il Comune dovrebbe farsi carico di questo problema e aprire un confronto con i proprietari non residenti, cercando soluzioni concrete anche con la compagnia di navigazione. La richiesta è semplice: non privilegi, ma equità; non favori, ma rispetto; non soltanto doveri, ma anche un riconoscimento del contributo dato all'isola. Perché il Giglio deve essere una comunità capace di accogliere e ascoltare, non un luogo in cui chi non è residente viene ricordato soltanto quando c'è da pagare ...

Un'altra risposta che fa incazzare e anche quando ci Viene detto "Ma Voi vivete in certe Pagliaie aggiustate e NON state al Giglio tutto l'anno ... Noi Gigliesi ... Viviamo qui per 365 giorni

Sempre Cordialmente, Vi saluto.

Salvatore