
Pregi e difetti di un Isolano in genere ...
Specialmodo nell'Isola del Giglio ... sensazione che molti provano quando si interfacciano con le realtà insulari, e capisco perfettamente la frustrazione: quando paghi per un servizio, l'ultima cosa che vorresti sentire è la sensazione di stare "disturbando".
In realtà, dietro a questo atteggiamento che può sembrare diffidenza, chiusura o indisponibilità, ci sono dinamiche storiche, culturali e sociali molto profonde. Gli antropologi e i sociologi parlano spesso di "isolitudine" per descrivere la psicologia tipica di chi vive circondato dal mare.
Ecco qualche chiave di lettura per capire cosa c'è dietro quel muro:
- La diffidenza storica verso il "forestiero"
Per secoli, per chi vive su un'isola, tutto ciò che arrivava dal mare non portava quasi mai buone notizie: pirati, dominatori, tasse o sfruttatori. La diffidenza ancestrale verso l'esterno è diventata una sorta di meccanismo di difesa culturale. Il "farsi gli affari propri" e il guardare con sospetto chi viene da fuori è un tratto ereditato, non un attacco personale a te. - Il denaro non compra la fiducia (e nemmeno il tempo)
Nelle grandi città o nelle zone ad alto tasso commerciale, la logica è pragmatica: tu paghi, io eseguo con il sorriso. Nelle isole (soprattutto quelle più piccole o meno contaminate dal turismo di massa), le relazioni umane spesso contano ancora più del denaro. Se un isolano non ti conosce, il fatto che tu metta i soldi sul tavolo non cancella la sua diffidenza. Spesso preferiscono rinunciare a un guadagno pur di non alterare i propri ritmi o la propria tranquillità. - La sindrome dell'invasione estiva
Se la tua esperienza si riferisce a località turistiche, c'è un altro fattore: lo stress da sovraffollamento. Gli isolani vedono la propria terra trasformarsi drasticamente per pochi mesi all'anno. Questo crea una sorta di resistenza passiva: il turista viene visto come qualcuno che consuma risorse, spazio e silenzio. Il "disturbo" che percepisci a volte è reale stanchezza accumulata verso i ritmi frenetici che i visitatori portano con sé. - Il "Tempo dell'Isola"
I ritmi di un'isola seguono regole proprie, spesso dettate dalla natura, dal mare e dalle stagioni. La fretta, l'efficienza a tutti i costi e la pretesa del "tutto e subito" tipica di chi viene dalla terraferma vengono spesso percepite come un'aggressione verbale o comportamentale. Quello che a te sembra un servizio normale, per loro potrebbe sembrare una pretesa fuori luogo. Una piccola dritta: Il modo migliore per "smontare" questo atteggiamento non è insistere sul fatto che stai pagando, ma puntare sull'approccio umano. Un saluto cordiale, un po' di sana chiacchiera, il mostrare rispetto per i loro tempi e, soprattutto, l'entrare in punta di piedi. Spesso, una volta superato quel primo scoglio di diffidenza, gli isolani sanno dimostrare un'ospitalità e una generosità introvabili altrove... Sempre Cordialmente Salvatore
Conosco l'isola dal 1972 e, salvo un breve periodo, l'ho frequentata annualmente. Mi permetto di estendere la visione. L'isolano descritto al punto 1 è quello che ho conosciuto al mio arrivo la prima volta (fine anno 1972) che non ci vedeva di buon occhio (forestieri) perche potevamo distogliere lo sguardo delle giovincelle a nostro favore. Non era così e col tempo sono divenuto un grandissimo amico di tutti i maschietti di quel tempo. Quando descritto ai successivi punti contrasta un po con la visione reale dell'Isolano di oggi che ai soldi da importanza eccome (come del resto di tutte le altre isole minori) anche se correttamente detto non compra la fiducia ma lascia addietro la sindrome dell'Invasione Estiva. Senza l'invasione estiva aihmè non c'è EVASIONE invernale (chi vuol intendere intenda) Cordialmente Antonio