Recuperata all'Elba l'ancora scomparsa dal Campese: ora si attende il ritorno al Giglio

Si è conclusa ieri l'operazione di recupero della storica ancora scomparsa dai fondali del golfo del Campese e successivamente individuata nella rada di Porto Azzurro, all'Isola d'Elba. A riportarla in superficie sono stati i sommozzatori della Guardia Costiera, che hanno recuperato il manufatto e lo hanno trasferito sulla banchina, dove resterà in attesa di poter tornare al Giglio.

Un risultato importante, frutto delle indagini avviate dai militari dell'Ufficio Locale Marittimo della Guardia Costiera dell'Isola del Giglio, che hanno seguito la vicenda sin dalle prime fasi della scomparsa. Gli accertamenti, anche attraverso la ricostruzione degli spostamenti di un'imbarcazione, avevano consentito di individuare l'area dei fondali davanti a Porto Azzurro nella quale si trovava l'ancora, come già raccontato da GiglioNews.

A intervenire per il recupero sono stati i sommozzatori del 5° Nucleo Operatori Subacquei della Guardia Costiera di Genova, protagonisti di un'operazione tecnica particolarmente delicata. Il manufatto, del peso di circa due tonnellate, è stato assicurato con apposite imbracature e sollevato grazie all'impiego di palloni di sollevamento, fino a poter essere riportato in superficie e adagiato in sicurezza sulla banchina.

Come precisato dalla nota del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera, si tratta di un'ancora di tipo Ammiragliato, risalente a un periodo compreso tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Per oltre un secolo è rimasta adagiata sui fondali del Campese, diventando un riferimento per generazioni di subacquei e una presenza familiare nel paesaggio sommerso della baia. Un reperto che rappresenta una testimonianza della storia marittima e rientra nel patrimonio culturale subacqueo tutelato dalla Convenzione UNESCO.

Le indagini sulle circostanze della scomparsa

Mentre il recupero restituisce una prospettiva concreta di rivedere l'ancora al suo posto, proseguono le indagini per accertare le responsabilità e ricostruire con precisione quanto accaduto.

Al centro degli accertamenti vi è l'imbarcazione che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe trasportato il manufatto dal Giglio all'Elba nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre scorsi. Saranno le verifiche delle autorità competenti a chiarire la dinamica dei fatti e l'eventuale coinvolgimento dell'unità navale.

L'attesa per il ritorno al Giglio

Per la comunità isolana il recupero rappresenta una notizia importante. Quell'ancora non era soltanto un manufatto di ferro adagiato sul fondo del mare: per oltre cent'anni ha fatto parte della memoria del Golfo del Campese, diventando un punto di riferimento per i residenti, i frequentatori della baia e gli appassionati di immersioni.

Ora, dopo la scomparsa e il ritrovamento nelle acque dell'Elba, si attende che possa essere riportata sull'isola e restituita alla comunità gigliese.

Una vicenda che, grazie al lavoro della Guardia Costiera e dei suoi operatori, ha compiuto un passaggio decisivo. Resta da fare piena luce sulle responsabilità, mentre cresce la speranza di poter riaccogliere presto al Giglio un pezzo della sua storia.

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