Angelo Stefanato, il Giglio ricorda il suo grande violinista: avrebbe compiuto 100 anni
Lo scorso 19 ottobre il maestro Angelo Stefanato avrebbe festeggiato il suo centesimo compleanno. Musicista di fama internazionale, dal 1968 aveva scelto l'Isola del Giglio come luogo del cuore, trovando nell'Arenella un rifugio di serenità e un legame profondo con la comunità isolana.
Ci sono persone che, pur avendo attraversato i palcoscenici più prestigiosi del mondo, conservano un luogo speciale nel quale ritrovare sé stesse, lontano dai riflettori. Per il maestro Angelo Stefanato, celebre violinista e protagonista della scena musicale internazionale, quel luogo era l'Isola del Giglio.
Nato nel 1926 a San Stino di Livenza e cresciuto a Cordovado, Stefanato avrebbe compiuto cento anni lo scorso 19 ottobre. Scomparso a Roma il 5 ottobre 2014, aveva scelto il Giglio già dal 1968 come proprio buen retiro, un rifugio nel quale ritrovare il piacere delle cose semplici, circondato dalla bellezza del paesaggio e dall'affetto degli amici.
L'incontro con il Giglio grazie a un amico d'infanzia
Il legame con l'isola nacque grazie a Umberto Monesi, grande amico di Stefanato fin dall'infanzia e anch'egli originario di Cordovado. Fu proprio Monesi a condurre Angelo al Giglio e a fargli conoscere quella che sarebbe diventata una presenza costante nella sua vita.
A ricordarlo è la figlia, che ci ha fatto pervenire una fotografia d'epoca, accompagnandola con una testimonianza particolarmente significativa: "Cordovado è anche il paese di Umberto Monesi, grande amico di papà sin dall'infanzia, è stato lui che ci ha portati al Giglio e ci ha fatto conoscere questa splendida isola. Nella foto papà è con Monesi, mentre costruiva il villaggio dell'Arenella, proprio davanti a casa mia!".
L'immagine restituisce uno scorcio di vita lontano dai concerti e dalle grandi sale internazionali: Angelo e il suo amico impegnati nella costruzione del villaggio dell'Arenella, in un tempo in cui il rapporto con l'isola si consolidava attraverso la quotidianità, l'amicizia e la condivisione.
È forse proprio in questo ricordo che si ritrova il senso più autentico del suo rapporto con il Giglio: non soltanto una destinazione per le vacanze, ma una casa scelta e amata, alla quale tornare nel corso degli anni.
Una carriera straordinaria, dai grandi direttori d'orchestra ai Virtuosi di Roma
La storia personale di Stefanato si intreccia con una carriera musicale di eccezionale rilievo. Iniziò a studiare il violino a soli quattro anni sotto la guida del padre, appassionato dilettante, mostrando fin da bambino un talento fuori dal comune. A dieci anni entrò al Conservatorio Tomadini di Udine e proseguì poi la propria formazione a Salisburgo, perfezionandosi con il grande violinista Vasa Prihoda.
Ancora giovanissimo, si impose sulla scena concertistica internazionale, collaborando con direttori del calibro di Carlo Maria Giulini, Sergiu Celibidache e Leonard Bernstein. Negli anni Cinquanta divenne uno dei principali solisti de I Virtuosi di Roma, il celebre complesso fondato da Renato Fasano, partecipando a tournée che contribuirono alla riscoperta e alla diffusione della musica barocca italiana nel mondo.
In seguito assunse la direzione del complesso, proseguendone l'attività per circa quindici anni. Fu inoltre primo violino solista delle orchestre sinfoniche RAI di Torino e Roma e dell'Orchestra di Santa Cecilia, oltre che docente presso il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma. Nel 1983 fu nominato Accademico dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Un percorso prestigioso, che non gli impedì di mantenere saldo il legame con quel piccolo angolo di Toscana nel quale aveva trovato una dimensione più intima e familiare.
L'ultimo concerto, un omaggio al Giglio
Uno dei momenti più significativi del rapporto tra il maestro e l'isola risale al 21 giugno 2012, quando Stefanato tornò a esibirsi in pubblico nella chiesa dei Santi Lorenzo e Mamiliano a Giglio Porto.
Dopo circa dieci anni lontano dalle esibizioni, riprese in mano il violino per partecipare a un concerto insieme agli amici musicisti Uto Ughi e Franco Petracchi. Fu un omaggio speciale alla comunità gigliese, in segno di riconoscenza per la solidarietà dimostrata dagli isolani dopo il naufragio della Costa Concordia, avvenuto la notte del 13 gennaio dello stesso anno.
Quell'esibizione rimane una delle testimonianze più belle del suo affetto per l'isola: un grande artista che, dopo aver calcato i palcoscenici più importanti, scelse di tornare a suonare per gli amici e per la gente di un luogo che sentiva profondamente suo.
A cento anni dalla sua nascita, il ricordo di Angelo Stefanato vive così non soltanto nella memoria della musica e dei suoi straordinari interpreti, ma anche nelle immagini, nelle amicizie e nelle storie di una comunità che lo aveva accolto come uno di famiglia.
Il Giglio ricorda oggi il maestro Stefanato con affetto e gratitudine: un grande musicista che aveva trovato nell'isola non soltanto un rifugio, ma una seconda casa.


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