Alle ore 18.00 circa è giunta via radio una chiamata di “Mayday” lanciato da una barca a vela di 18 metri, denominata “STONE”, rapidamente affondata (l’Autorità marittima ha aperto una inchiesta per accertare le cause) a 6,5 miglia ad ovest dell’Isola del Giglio, con 7 persone adulte a bordo (3 uomini e 4 donne, residenti nel milanese).
Le persone erano riuscite a mettersi provvisoriamente in salvo indossando i giubbotti di salvataggio, imbarcando sulla zattera di salvataggio e sparando un razzo di segnalazione immediatamente notato da alcune unità di passaggio, prontamente intervenute in ausilio dei naufraghi.
Nel frattempo si metteva in moto la macchina dei soccorsi: mollavano gli ormeggi un mezzo privato da Isola del Giglio, con a bordo personale della Guardia Costiera di Isola del Giglio, e due motovedette da Porto Santo Stefano, la CP 2087 e la CP 868.
Raggiunte le persone in difficoltà, queste venivano imbarcate sulla Motovedetta CP 868 e trasferite in sicurezza a Porto Santo Stefano, da dove, in serata hanno fatto rientro a casa dopo la terribile avventura.
La Motovedetta CP 2087 ed un mezzo privato hanno invece provveduto a bonificare lo specchio acqueo dove è avvenuto l’affondamento, al fine di eliminare parti dell’imbarcazione (completamente affondata) rimaste in superficie e pericolose per la navigazione e scongiurare ipotesi di inquinamento.
Ma la giornata non era ancora finita: alle ore 23.00 circa, la sala operativa di Porto Santo Stefano è stata allertata da un altro “Mayday”, lanciato questa volta dalla barca a motore di 15 metri denominata “JAPAN”, in navigazione dalla Sardegna a Porto Ercole, con il timone in avaria e 4 persone adulte a bordo, a quasi 40 miglia da Porto Santo Stefano, a Sud Ovest di Giannutri.
Peraltro, il comandante dell’unità non riusciva inizialmente a fornire indicazioni precise sulla propria posizione; la Motovedetta 868 è riuscita comunque a localizzare l’imbarcazione in difficoltà e a raggiungerla, rassicurando gli occupanti.
Vista l’impossibilità di risolvere il guasto, si è proceduto quindi al rimorchio dell’unità tramite un gommone privato fino a Porto Ercole, rimorchio protrattosi per l’intera nottata e conclusosi solo nella mattinata di oggi con l’assistenza della Motovedetta della Capitaneria di Porto intervenuta.
Si ricorda di contattare il numero 1530 della Capitaneria di Porto - Guardia Costiera per ogni emergenza in mare.

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