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I Guardiani dei Mufloni replicano alle parole di Sammuri

In risposta alle recenti dichiarazioni del Presidente del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, Giampiero Sammuri, pubblicate su Il Tirreno del 27 marzo 2024, desideriamo sottolineare alcuni punti critici. Il Presidente Sammuri ha affermato che le forze dell'ordine non hanno mai collaborato alle operazioni di cattura o abbattimento dei mufloni, limitandosi a gestire l'ordine pubblico. Tuttavia, questa affermazione sembra essere in contrasto con le prove disponibili.

Diverse testimonianze e documentazioni fotografiche indicano chiaramente che la polizia provinciale ha avuto un ruolo attivo nelle operazioni di ricerca e cattura dei mufloni, collaborando strettamente con i cacciatori. Le immagini mostrano veicoli della Polizia Provinciale, provenienti dal continente con cani da caccia, trasportare mufloni morti in sacchi neri nei bagagliai dei loro pick-up. Questi veicoli sono stati inoltre osservati parcheggiati per lunghe ore nei pressi dei bar locali, dove poliziotti e cacciatori si riunivano per celebrare il successo delle loro battute di caccia.

Le affermazioni del Presidente Sammuri, che ricopre il suo incarico oltre i limiti di mandato consentiti dalla legge, riflettono un atteggiamento di trascuratezza nei confronti della fauna e della flora dell'isola, e suggeriscono una cultura di impunità all'interno del PNAT. È inquietante che il Presidente possa fare dichiarazioni fuorvianti sul coinvolgimento delle forze dell'ordine e diffamare cittadini che hanno speso tempo e risorse personali per monitorare le attività del parco senza mai interferire con esse. Al contrario, questi attivisti sono stati oggetto di pedinamenti e intimidazioni a più riprese.

Inoltre, le azioni disastrose compiute dal PNAT sono condannate anche dalla parte più sana del mondo scientifico, prima tra tutti la FNOB (Federazione Nazionale degli ordini dei Biologi) che, a maggio 2023, ha dedicato il convegno "La gestione del patrimonio naturalistico italiano degli ultimi decenni" ai disastri compiuti dall'Ente Parco. I risultati del convegno sono stati pubblicati in un report in cui si indicano chiaramente le azioni del PNAT nella gestione del nostro patrimonio. Nel report è anche riportata una frase significativa, pronunciata dal presidente Sammuri a Repubblica il 26 marzo 2021, in cui dichiara: "È universalmente noto che nelle isole gli ungulati sono dannosi per la biodiversità perciò, non abbiamo buttato soldi in uno studio specifico sui danni arrecati dai mufloni all'Isola del Giglio". Queste affermazioni, ancora una volta, dimostrano il disinteresse per la biodiversità e le risorse naturali, che dovrebbe invece proteggere.

La situazione attuale evidenzia una preoccupante tendenza del Parco a perseguire l'eradicazione dei mufloni a tutti i costi, ignorando le possibili conseguenze ecologiche e sociali. Questo approccio aggressivo sembra essere motivato più dall'interesse economico che dalla conservazione dell'ecosistema dell'isola, mettendo in discussione l'etica e la responsabilità delle azioni intraprese dal PNAT e dai suoi rappresentanti.

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