Il prestigioso "The Guardian" incorona le isole dell'Arcipelago Toscano: "Preziose perle da esplorare"
L'autorevole quotidiano britannico dedica un ampio reportage alle cinque isole del Parco Nazionale, esaltandone la natura incontaminata, la storia e le scelte di sostenibilità.
Un vero e proprio elogio internazionale per il Parco Nazionale Arcipelago Toscano: la prestigiosa testata indipendente britannica The Guardian ha dedicato un approfondito articolo alle isole toscane, definendole "preziose perle" (treasured islands) e inserendole tra le mete imperdibili per chi cerca un'alternativa di bellezza, natura e autenticità rispetto ai grandi flussi turistici delle città d'arte.
Il quotidiano britannico guida i suoi lettori attraverso la varietà dell'Arcipelago, mettendo in luce la personalità e il fascino unico di Elba, Giglio, Capraia, Pianosa e Giannutri.
Il quotidiano mette in risalto il valore di un modello di turismo sostenibile e consapevole. Dall'Elba, descritta come sintesi perfetta tra storia e grandi itinerari trekking come la Grande Traversata Elbana, al Giglio, di cui viene premiata la scelta di contingentare l'accesso ai veicoli privati per preservare la tranquillità dei borghi e dei sentieri. Spazio poi a Capraia, "paradiso selvaggio degli escursionisti" da esplorare a piedi tra mulattiere e scogliere, e alle tutele ambientali più rigorose: Pianosa, con i suoi accessi contingentati a salvaguardia dell'ecosistema terrestre e marino, e Giannutri, definita una vera e propria "oasi di disintossicazione dalla vita moderna" in cui la natura e l'archeologia romana convivono in un equilibrio intatto.
"Il riconoscimento di una testata dell'autorevolezza del The Guardian è un motivo di grande orgoglio per il nostro Ente e per le comunità locali" - dichiara il Presidente del Parco Nazionale Arcipelago Toscano Matteo Arcenni. "Vedere riconosciuto a livello internazionale il valore del nostro patrimonio naturale, insieme all'impegno quotidiano per un turismo rispettoso e destagionalizzato, conferma che la strada della tutela e della valorizzazione sostenibile è quella giusta. Le nostre isole si confermano un'eccellenza non solo per la Toscana, ma per tutto il Mediterraneo".
L'articolo del The Guardian rappresenta una straordinaria vetrina per l'Arcipelago, premiando le strategie di gestione del Parco che uniscono la conservazione della biodiversità alla promozione di un'esperienza di viaggio autentica e di qualità.
Bravissimo Angelo... ho fatto lo stesso pensiero riflettendo su quanto fece il Dottor Ugo Baldacci - assieme a importanti naturalisti dell'epoca come Alessandro Ghigi, Augusto Toschi e Renzo Videssot sin dalla metà degli anni '50 (e di cui ne conservo una loro pubblicazione datata 1959, donata a mio Zio Don Albano) - per promuovere l'introduzione di alcuni esemplari di muflone selvatico sul promontorio del Franco, al fine di favorirne il ripopolamento faunistico e la salvaguardia della specie che già allora, era a rischio... e cosa dire della prima documentazione storica e scientifica - risalente al 1894 - sul Fico degli Ottentotti all'Isola del Giglio, nella quale il botanico italo-francese Stephan Sommier lo segnalò ufficialmente a Cala dell'Arenella e, pur non trattandosi di uno studioso britannico, lo Stesso descrisse la pianta (Mesembryanthemum acinaciforme, sinonimo di Carpobrotus) mentre fioriva sulle rocce prospicenti il medesimo arenile, notando che si era già conquistata un solido "diritto di cittadinanza" sull'isola ma si sa... "pecunia non olet"... soprattutto, per certe realtà&dintorni...
Avessero saputo come vi siete comportati per "eradicare" sia i mufloni che il Fico degli Ottentotti, almeno per ciò che riguarda ll Giglio, chissà!
Non a caso le isole cadute nell'esproprio di stato - Montecristo e Gorgona - non sono nemmeno menzionate. Poi hanno scritto: "most people swim at Cala Spalmatoio and Cala Maestra, while much of the coastline forms part of a protected marine reserve renowned for its diving and snorkelling". Ed è falso. Non sanno che la gente fa il bagno solo nelle due cale solo perché tutto il resto di Giannutri è zona A. Nessuno gli ha spiegato che tutte le zone A delle AMP italiane - cioè tutte le aree più belle dei nostri mari, non solo quelle di Giannutri, Pianosa, Montecristo e Gorgona - sono state completamente espropriate al pubblico: è vietato accedere con qualsiasi mezzo, compreso farci il bagno. Mentre solo pochi metri fuori, tutti i pescatori professionisti possono fare quel che gli pare, compreso - dentro alcune AMP - lo strascico! Penso che l'Italia sia l'unico paese al mondo dove "proteggere" significa "elminare la fruizione" da parte del pubblico, e contemporaneamente istituire zone "protette" che in realtà sono riserve di pesca per professionisti e bracconieri. Come togliersi un rene sano per evitare che si ammali di cirrosi, e poi buttarlo in pasto ai cani. L'articolo avrebbe dovuto dirlo. E avrebbe dovuto portare esempi virtuosi, ad esempio l'isola di Porquerolle, nel sud della Francia. Andate là per vedere che cosa significa territorio pubblico protetto e accessibile.