Pino Monti lo conoscono tutti al Giglio: al Porto perché c’è nato e ci vive, al Castello perché aveva sposato Cecilia la figlia di Colombina e di Tonino del Tarullo. Della sua vita sappiamo tutto perché lui ce l’ha raccontata in un libretto semplice e pulito, che i giovani dovrebbero leggere. Capirebbero allora che basta un ballo senza lo sballo ad allietare la giovinezza. E che per vedere la ragazza la sera a casa dei genitori, si zappa tutto il giorno insieme al suocero. Poi ci sarà uno sguardo e forse una carezza, ma poi tutti a nanna perché il lavoro vero, duro, pesante, attende.
Pino ha perso la moglie giovane giovane. Lui l’ha scolpita nel cuore e nella pietra. Una bella testa di Cecilia in granito campeggia ain cima alle scale di casa. Io che l’ho conosciuta la trovo rassomigliante. E se la guardo quella pietra durissima ammorbidisce in un sorriso appena accennato.
Io d’altro comunque voglio dire: delle barchette di Pino. Me ne ha regalate alcune e le ho trovate deliziose. Lui trova un pezzo di compensato, lo taglia, lo intaglia e lo dipinge. E i colori come li fa? Non credo che comperi niente…Poi con un pezzetto di filo di ferro fa il gancio per appenderlo e lo fissa al compensato con una mastice casalingo, alla faccia del consumismo. E cosa dicono le sue barchette? La nostalgia del mare tanto navigato, il bianco del granito a lungo spezzato sotto il sole cocente che abbaglia la vista.
Piccole, chiare, ingenue le barchette di Pino, suscitano tenerezza. Ti rimandano a ricordi di scuola, quando con mano incerta disegnavamo su un mare sempre azzurro vele tremanti, ma pur sempre mare, ma pur sempre vele, ché noi ce l’abbiamo nell’anima. Lui non li vende i suoi tesori, li regala. Io ne ho una, si chiama Saturno. L’ho messa sulla parete di fronte al letto. Come mi sveglio la vedo muoversi e navigare e allora mi imbarco per viaggi immaginari.
Con Pino ci intendiamo. Amiamo le cose semplici e pulite. E non è giusto che questi piccoli capolavori di pazienza, sintesi di una vita rimangano in un cassetto ... Pino ha 87 anni, ma lo so che continua a prepararci scampoli di sogni.
Caterina Ulivi

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