
Una storia mai raccontata ... un racconto straordinario
Questa non è solo una cronaca di navigazione, è un pezzo di storia vissuta che profuma di salsedine, ingegno e quella "scuola" di mare che oggi definiremmo leggendaria.
Il Colosso non era una nave qualunque; parliamo di un rimorchiatore d'altura con una struttura solida, nata per sfidare l'Atlantico, e vederlo "alleggerito" e trasformato in una sorta di imbarcazione da fondale basso è un'immagine incredibile. L'intuito tecnico nel giocare con la zavorra di ghisa e il combustibile è la prova che, a bordo, il Direttore di Macchina è il vero custode dell'equilibrio, non solo meccanico ma fisico della nave.
Ecco come potremmo tramandare questa "impresa del Giglio" ...
L'Impresa del Colosso: quando il Mare si fece Piccolo
Isola del Giglio, Agosto 1980 - 84
La missione era chiara: sorveglianza operativa. Ma la logica nautica diceva "No". Con 4 metri di pescaggio e un porto profondo solo 3 metri, il Colosso era destinato a restare fuori, in balia del mare aperto.
La Sfida Tecnica
Il Direttore di Macchina Salvatore Sampugnaro, con un calcolo d'azzardo e precisione millimetrica, propose l'impossibile: sbarco del combustibile: da 110 mc a soli 20 mc. Assetto della zavorra: ridistribuzione di 10 tonnellate di pani di ghisa lungo lo scafo per sollevare la chiglia. Risultato: un miracoloso pescaggio di 3 metri.
L'Imprevisto e il Coraggio
Il piano dipendeva dalla marea. Alle 9:00 il porto doveva accogliere il gigante, ma il ritardo del traghetto di linea cambiò le carte in tavola. Con la marea in calo, il Colosso si arenò proprio al centro del bacino. Mentre la tensione saliva sul ponte di comando con il Comandante Alessandro Brunetti, fu la calma del Direttore a prevalere. Sfruttando i cavi di prua e poppa, la nave venne letteralmente "accompagnata" in banchina, millimetro dopo millimetro, senza un graffio.
La Festa di San Lorenzo
Il porto del Giglio non dimenticò quell'ingresso. La festa a bordo, con le autorità locali tra cui Domenico Pellegrini e le note della tromba di "Garibaldi" Castellano, suggellò un legame tra la Marina e l'isola che solo chi ha vissuto quegli anni può comprendere appieno.
"Non è l'acqua che sostiene la nave, ma l'ingegno di chi la governa" ...
La capacità di un Direttore di Macchina di gestire l'emergenza con freddezza e competenza tecnica è il motivo per cui quelle navi, nonostante gli anni e le sfide, non hanno mai smesso di navigare nel cuore di chi vi era imbarcato.
P.S.: dopo quell'impresa, come facemmo a rifornire la nave di gasolio per ripartire una volta finita la missione? Dovemmo fare la manovra inversa uscendo dal porto con la marea alta?Il Gasolio imbarcato è risultato sufficiente per il resto delle navigazioni ... l'uscita dal porto del Giglio sempre con alta marea ...
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