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Lo spirito del Palio
Lo spirito del Palio

Essendo sdraiato sopra il divano, con la gamba sinistra incerottata per l'asportazione di un neo e aspettando la sua biopsia, rendendomi nervoso, scrivo queste due righe. L'amore che ho per quella corsa, il Palio, mi porterà sempre a chiarificare per non vederla morire e rivederla GIUSTA come ai tempi che vogavo io. Si dice di spirito del palio come citò Cossu Guido (grande amico e uomo giusto) sul palco a San Lorenzo. Si scrive spirito del palio come ha fatto il Saraceno su GiglioNews, ricordando che i vogatori perdenti erano al tavolo con i vincenti nella festa del rione Saraceno. L'anno scorso i vincenti di quest'anno e perdenti nel 2015 sono rimasti per lungo tempo senza guardare i vincenti (e così anche i loro familiari!!!). Alcuni non venendo neppure a ritirare la sera sul palco il proprio premio. Questo non è spirito di palio. Lo spirito del palio è dare la possibilità a quei ragazzi che avendo tanto amore per questa gara, ma lavorando e studiando in diverse città, sono costretti a raggiungere l'isola soltanto gli ultimissimi giorni di luglio e in 9 giorni di allenamento (comprese sciroccate e maestralate) vi assicuro da vecchio vogatore che è impossibile preparare 3000 metri (6 corsie), come ha fatto quest'anno Giorgio Rum. Lo spirito del palio è formare un comitato palio che non sia composto da tifosi di un solo rione (Associazione san Lorenzo) e vogatori dello stesso. Lo spirito del palio è far provare la gioia immensa di una vittoria a persone stupende e disponibili come il figlio di Innocenzo e di Guido e Roberto Alocci, che da anni si sacrificano vogando per "salvare" il palio arrivando sempre ultimi Ora esiste il MITO del medagliere che secondo alcuni chi è in vetta a questo è più bravo di altri in coda. Dal 20° posto del medagliere in poi si collocano remieri fortissimi dai nomi di Rum Angelo detto Gregori, Orlandini Stefano, Rum Adelmo, Galli Umberto, i fratelli Ferluga tutti, Rossi Luigi, Sietta Marco, Brizzi Edoardo e il nostro carissimo Giuseppe Cataldo. Costoro non hanno nulla da invidiare ai primi 10. Anzi vi dirò!! Il nuotatore americano Phelps può dire di aver vinto 23 medaglie d'oro (sport individuale), ma su di un armo al Giglio ci sono altri 4 componenti con te e se scegli i 4 più bravi è più facile vincere. Anche perchè al Giglio non c'è tanta "CICCIA" per opporsi ad un così logico strapotere. Ai miei tempi i 3 armi scendevano in mare equilibratissimi. I 15 erano tutti alla stessa altezza atleticamente parlando. Lo spirito del palio ve lo spiego io come potrebbe rinascere. I primi di luglio in una serata in piazza, dove tutta la tifoseria dei 3 rioni viene invitata, sorteggiare i 15 nomi in un modo che, se presto torno sul granito, vi farò capire. Tornando alle 4 corsie per i motivi che sopra ho citato, anche perché non abbiamo giovani pronti a gareggiare, come i funghi in autunno, allora bisogna aspettare quei ragazzi amanti della regata gli ultimissimi di luglio. Ragazzi come: Giorgio Rum, Lorenzo Ansaldo, Fabio Ferraro ecc... Bastava aver visto la Coppa Gabbianara e quei 5 ultrasessantenni e il loro amore per il remo per invogliare un giovane, ma purtroppo da quelle orecchie non sentono. Forse qualche colpa di tutto questo l'abbiamo anche noi vecchi vogatori.

P.S.: Ora penserete "... Ma quando Lorenzo, suo figlio, vogava nel superSaraceno? ..." Mio figlio sbarcò da quel fortissimo equipaggio pur rinunciando ad altre logiche vittorie perché ad ogni arrivo vincente quei ragazzi venivano apostrofati con termini tipo "ladri", "bastardi" e nel 2010 in punta di molo verde nell'ultima corsia un deficiente gridò: "Ma non vi scoppia mai il cuore?". L'acredine verso quel forte equipaggio cresceva anno dopo anno. E questo non era spirito del palio ...

Quando dietro il poggio sembra morire il sole, il palio vive e ancora una volta ... racconta.

Tonino il Barbottone