Per i nostri cari morti
Dedico una Sinfonia al Pianello il 2 Novembre giorno dei Morti, in cui si sente ancora più forte il bel tempo lasciatoci dai nostri cari; dai nostri avi che dimorano al camposanto confortati dalla nostra pietà e gratitudine per ciò che su l'isola hanno lasciato come nostra eredità.
Un tempo anche da me conosciuto ed oggi fattosi storia nel cimitero.
In un certo punto della nostra crescita, siamo destinati un po' tutti, noi isolani, ad intraprendere la via del mare come progetto di vita futura.
Anche io intrapresi quella via, ma nella mia via del mare non dimenticai mai, lungo gli anni di ascesa e fatica, le immagini di Isolane dalla schiena dritta; esempio di donne belle, fiere del loro mondo accettato per nascita e mio paragone al Nuovo che incontrai sulla terra ferma e gli Uomini dall'avaro sorriso, ma eroi costruttori di giorni sicuri per la famiglia e la società.
Oggi quei giorni gloriosi del mio paese, il Castello, rimasto vuoto di passi, riposano al Camposanto del Pianello con i Protagonisti uniti in una Sinfonia perfetta.
Conosco la strada: un breve viale alberato da cipressi percorso nel conforto di camminare verso una filosofia che mi ha protetta in giro per il mondo.
Porterò Loro soltanto memoria del bene, come lo era il mare originario conosciuto amico fragrante e ospitale a nuove voci, ma non parlerò dei suoi abissi fetidi di cadaveri senza nome di chi cercava un briciolo di dignità fuggendo da terre natie rese misere da crudeli logiche sociali.
I miei pensieri non parleranno di guerre fratricide oggi vive come non mai seminanti orrore e devastazione, ma guerriera priva di energia, alla loro pace mostrerò il candore del mio primitivo sguardo isolano unito alla tua voce cara isola del Giglio, e li ascolteremo; unica maniera per essere accolte nel calore ove pane era famiglia e acqua l'attesa di un turno; poi con riconoscenza, diremo Loro grazie chiedendo perdono per ciò che avrebbe potuto essere ma non è stato.
Amen.
Palmaperla Silvestri
Nella foto seguente:
Nel camposanto del Pianello, aperto nel 1902, il primo sepolto fu Andrea Rossi di anni 86.
"Qui dorme - umile ma venerando - Andrea Rossi - rara modestia e ... il Nepote Domenico - riconoscente a tanto esemplare di uomo e di cristiano - Q.M.P."

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