Prevenzione o devastazione? Il paradosso dei lavori AIB nel Parco
Ha preso il via a Giglio Castello un intervento di prevenzione degli incendi boschivi (AIB) promosso dall'Unione di Comuni Montana Colline Metallifere. Un'opera che, sulla carta, punta a realizzare fasce strategiche e linee tagliafuoco per la tutela del nostro territorio all'interno del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano.
Ma la domanda sorge spontanea: qual è il prezzo di questa prevenzione?
Se per creare queste aree di sicurezza si sceglie di far entrare mezzi meccanici pesanti e cingolati su versanti scoscesi, il rischio di un cortocircuito operativo è sotto gli occhi di tutti. Il passaggio di questi mezzi devasta l'antico patrimonio dei muretti a secco - elemento identitario e secolare del paesaggio gigliese - e pialla il terreno, spogliandolo della sua naturale protezione.
Distruggere i muretti a secco non significa solo cancellare la memoria storica contadina, ma anche innescare un gravissimo rischio di dissesto idrogeologico. Senza quelle opere di contenimento manuale e con il terreno sbriciolato dai cingolati, le prime piogge intense rischiano di trasformare la prevenzione del fuoco in un'accelerazione di frane e smottamenti a valle.
La tutela dell'ambiente non si fa a colpi di ruspa sui terrazzamenti storici. Servono tecniche a basso impatto, lavoro manuale e il rispetto profondo per un'architettura rurale che per secoli ha tenuto in piedi la nostra isola.
Promemoria:
Nel novembre del 2018, l'UNESCO ha iscritto "L'Arte dei muretti a secco" nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità.
Cosa significa "Patrimonio Immateriale": L'UNESCO non ha vincolato i singoli muretti in quanto manufatti di pietra specifici (come avverrebbe per un monumento unico), ma ha riconosciuto e tutelato la tecnica millenaria, la maestria e la cultura contadina con cui l'uomo modella il paesaggio incastrando la pietra a secco, senza l'uso di leganti o cemento.
Il legame con il Giglio: le greppe gigliesi sono una delle espressioni più autentiche e spettacolari di quest'arte. Hanno permesso per secoli la viticoltura eroica su pendii scoscesi a picco sul mare, prevenendo il dissesto idrogeologico e creando l'inconfondibile paesaggio dell'isola. L'ossatura dell'isola.
Tutelarle e rispettarle é compito di ogni cittadino gigliese e non.
Antonella Billocci


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