Riflessioni sulla candidatura Mogherini

RIFLESSIONI CRITICHE IN MERITO ALLA SOFFERTA CANDIDATURA DELLA MOGHERINI QUALE MINISTRO DEGLI ESTERI EUROPEO

Giorni addietro, avevo manifestato sostanziale dissenso in merito al fatto di nominare Ministri poco più che “ragazzi”, specie se a capo di Dicasteri importanti; ed oggi i fatti mi danno ragione.

ministro federica mogherini isola del giglio giglionewsLa nostra Ministra Federica Mogherini, quale Commissario per la Politica Estera dell’Europa, l’Europa non la vuole, esattamente con gli stessi motivi che mi avevano visto dissentire per l’incarico “interno” affidatole.

Per carità, la “giovine”, potrà pure avere, in nuce, straordinarie caratteristiche di competenza, ma siccome la competenza la si acquisisce soprattutto con gli anni, almeno che non sia un “essere” speciale (a dire il vero, questo Paese, a partire dai premiers, di tanto in tanto, qualche “unto del   Signore” lo tira fuori) non può essere e non deve essere gratificata d’un incarico prestigioso, delicato e complesso qual è quello di Ministro degli Esteri Europeo, che, in quanto tale,  ha da garantire ed essere gradito dall’intero “sodalizio”. Ed, in primis, la garanzia deriva dalla “conoscenza”.

A meno che, ad onta d’ogni proclama in merito alla nostra antica grandeur ed alle nostre specificità naturali, per le quali siamo senz’altro i migliori ed i più furbi del mondo (quando capiremo il danno che, in fondo, ci hanno procurato Roma Antica ed il Rinascimento, rendendoci infinitamente presuntuosi, non faremo più in tempo ad emendarci), nel momento in cui Renzi, quasi fosse Pirgopolinice, ovvero il miles gloriosus di Plauto, s’accinge (come una volta dicevano i Comunisti) a “dettare la linea” all’Europa, ci si voglia abbandonare alle “amenità” del “Siamo tutti improvvisatori”.

Oppure, che Renzi (e questo sarebbe pure peggio), con questa “mossa”, non intenda, visto che, da come s’atteggia, sembra essere onniscente, gestire, attraverso interposta persona, anche la politica estera europea.

A questo punto, preso atto del “rigetto” venuto da almeno 11 dei componenti la U.E, mentre la prassi vorrebbe l’unanimità di consensi (in merito ai favorevoli, varrebbe la pena indagare se il loro assenso preliminare sia fermamente convinto, ovvero soltanto interlocutorio, in quanto frutto di patteggiamenti, di do ut des, di solidarietà pseudoideologiche), a mio modesto parere, non è proprio il caso di protestare oltre i limiti: si faccia buon viso a cattiva sorte e, visto che la tradizione dell”ammuina”, in buona parte, è stata rispettata, si sostituisca il nome della Mogherini con altri nomi di ben altra “caratura”, esperienza e prestigio.

In proposito, basta rammentare il “caso” dell’autorevolissimo professore e filosofo, onorevole Rocco Buttiglione, che, nel 2004, venne “bocciato”, proprio a livello di U.E. sia per l’incarico di Commissario alla Giustizia, sia per quello di Vicepresidente della Comunità, perché, almeno secondo l’opinione generale, aveva manifestato atteggiamenti alquanto “retrogradi” in merito alle problematiche dell’immigrazione ed a quelle emancipative delle donne e dei gay .

Se, però, in termini di prestigio, sia interno che esterno, la Mogherini la si vuole politicamente depotenziare, s’insista pure a puntare i piedi ed a minacciare “sfracelli”, con il rischio lapalissiano di “bruciarla”.

Lapalissiano in quanto, ancorché con atteggiamenti da Guasconi si riesca ad imporla (e non è detto ci si riesca), dopo la polemica insorta sulle sue “abilità” diplomatiche, tutte  da verificare, “la nostra” uscirà dalla fastidiosa diatriba, che certamente ne conseguirà, quale Ministro degli Esteri Europeo gravemente dimidiato, quantomeno in termini di prestigio.

Prestigio che, per essere recuperato, mentre da una parte potrebbe indurla, per così dire, a “strafare”, dall’altra, potrebbe predisporla ad un ossequio scontato nei confronti dei desiderata dei partners più autorevoli.

S’accetti, quindi, il consiglio d’un modesto commentatore, quale il sottoscritto. Ovvero, visto che un po’ di “scena” s’è già fatta, si vada al concreto, proponendo altri nomi con ben altra storia e competenze alle spalle.

La Mogherini, se ha “filo” da tessere, con il tempo, certamente tesserà e sarà ben in grado di rifarsi. Se, invece, come molti temono, non ce l’ha affatto, ricadrà nell’oblio da cui, miracolosamente, quanto improvvidamente, qualcuno l’ha “tratta”.