Sono rimasto assai colpito dai sarcastici ''complimenti'' che Silvano Scotto ha espresso a tutta la comunità campesaia (noi compresi) per la mancanza di attenzione posta alla festività più importante di Giglio Campese. Devo ammettere di aver avuto anch’io un po’ di imbarazzo nel vedere una gestione così precaria di una festa che si doveva svolgere in una località così bella. Ma dov’è il confine tra quelle che sono le competenze di un’Amministrazione e quelle dei Comitati Organizzati nel Volotariato? L’Amministrazione si sente corresponsabile oggettivamente di quanto accaduto ma sinceramente non potrà mai essere imputata per il ''litigio di due fidanzati''!

Voglio pensare diversamente e quindi desidero ribadire che la ricorrenza di SAN ROCCO non è una festa politica ma rappresenta la nostra tradizione e soprattutto una festa religiosa ed un momento di riflessione cristiana. E tale deve rimanere.

Ho sempre pensato che una celebrazione patronale, come accade al Porto ed al Castello (e quindi anche a Campese) dovesse avere una gestione traversale e quindi dovesse costituire un dovere per tutti contribuire al corretto svolgimento ed al pieno successo di una giornata di festa.

Mi rivolgo a Silvano Scotto come pure a tutti i cittadini campesai. Attraverso i nostri Consiglieri delegati alle politiche giovanili, di recentissima nomina, ed ai rapporti che loro avranno con i comitati festeggiamenti isolani, porremo attenzione affinché quel disagio che ho provato nel giorno della ricorrenza venga sostituito dalla felicità di una festa migliore e degna di una località come Campese.

Il resto è sterile strumentalizzazione politica che non merita commento perché non costituisce un valore aggiunto nei confronti della gente di Campese.