Una passeggiata spettacolosa ... seconda parte
Una passeggiata spettacolosa ... seconda parte

Prima di tutto vorrei far presente che, essendo del tutto all'oscuro di chi fosse la responsabilità del pessimo lavoro eseguito, ho molto apprezzato il fatto che Lisa abbia risposto in prima persona, mettendoci quindi la faccia e non trincerandosi dietro un generico ente o ufficio tecnico che sia: con i tempi che corrono non è poco.

Nel merito però, alcune cose da Lei scritte non mi hanno chiarito fino in fondo l'esatta dinamica dei fatti.

Innanzi tutto Lei parla di "polemica", ma tutto ciò che viene detto in seguito nella risposta dimostra che la mia non era di certo una "polemica" magari fine a se stessa, ma la effettiva constatazione di un lavoro mal fatto e che ha di sicuro comportato uno spreco di denaro pubblico.

Intendiamoci bene, qui non si tratta di "processare" nessuno, ma, con un po' di umiltà da parte di tutti, vedere come si può porre rimedio al danno fatto e trarne insegnamento per il futuro.

Entrando un pochino di più nel merito non ho ben capito se la ditta che ha eseguito il lavoro lo ha fatto per così dire "di testa sua" o se invece gli è stato proprio detto di farlo così seguendo questo "tracciato alternativo"; questo si sarebbe gravissimo e se si, domando, l'Ente Parco ne era a conoscenza? Senza contare i diversi risvolti economici che questo avrebbe in caso di ripristino del vecchio tracciato.

Lisa dice che si era accorta, "durante l'esecuzione dei lavori" della difformità del nuovo tracciato da quello originario; per carità, non voglio mettere in dubbio niente, ma allora perché non si è fermato subito il lavoro ed apportato le modifiche necessarie? Lo stradello pur come detto sopra in difformità dal tracciato originario, invece risulta tutto completato nella pulizia da cima fino in fondo.

Ripeto, guardiamo avanti e pensiamo solo a come fare per porre rimedio a questa situazione, ma se un lavoro del genere, in pieno parco lo avesse fatto un normale cittadino ...

A proposito poi del "gabbiano corso" lo dico sia a Lisa che all'Ente Parco io lo lascerei un attimino in pace, altrimenti va a finire che la colpa di tutto questo se la piglia lui (il gabbiano corso).

Anzi un piccolo suggerimento a tutti gli interessati, se proprio il problema c'è io lo risolverei così; intanto ripristiniamo le greppe barate (per bene mi raccomando, perché poi ci torno), poi, appena il gabbiano corso ha terminato il periodo della nidificazione, ripuliamo il tracciato originario del vecchio stradello e al limite, attraverso apposita cartellonistica, vietiamolo al transito solo per il periodo in cui lui (il gabbiano corso) nidifica, mi sembra tra maggio e giugno.

Non buttiamo a mare anche quel poco di buono che è stato fatto e rendiamo così accessibile a tutti, attraverso una bella passeggiata faticosa ma sicura, un luogo tra i più magici che il Giglio possa offrire.

A proposito del gabbiano corso vorrei finire con un aneddoto; quando, come ho scritto nella mia lettera del 22 u.s., si andava in questi posti a "far ribotta" capitava di essere accolti da strepitii e urla sgraziate che noi, un po' duri a capire, non sapevamo cosa fossero. Una volta, due volte, tre volte, poi anche noi, ragazzotti un po' naif e istruiti poco o niente, abbiamo finalmente capito. Era il modo con il quale i gabbiani, reale e corso, ci davano il benvenuto in quanto sapevano che, al momento di mangiare, avrebbero condiviso con noi qualche pezzetto di pane che gli tiravamo tra le onde e che, oltre a riempire il loro stomaco, serviva anche a sfamare qualche nidiata nascosta in qualche luogo inaccessibile tra quelle "ripe".

Angelo Stefanini - 27 aprile 2015

P.S.: Familiari si scrive senza la "g"