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Un'isola lasciata sola: dimissioni senza responsabilità che pesano come un abbandono

COMUNICATO DELLA (EX) MINORANZA CONSIGLIARE

Un'isola lasciata sola: dimissioni senza responsabilità che pesano come un abbandono

C'è un momento, nella vita delle istituzioni, in cui il senso di responsabilità dovrebbe prevalere su tutto. Un momento in cui chi è stato scelto dai cittadini ha il dovere morale, prima ancora che politico, di restare al proprio posto e guidare la comunità nei passaggi più delicati. Purtroppo, ciò che è accaduto con le dimissioni del Sindaco Schiaffino e della sua Amministrazione va nella direzione opposta.

A soli 22 mesi dall'insediamento, l'Amministrazione comunale ha scelto di lasciare, generando un senso diffuso di sbigottimento e abbandono. Non si tratta solo di un'interruzione anticipata del mandato: è un vuoto politico e amministrativo che pesa come un macigno. Un vuoto di 22 mesi già vissuti invano, a cui si aggiungono i prossimi 12 mesi di gestione commissariale che, con tutto il rispetto dovuto al Commissario prefettizio, non potranno che limitarsi all'ordinaria amministrazione. Certo, anche noi avevamo chiesto le dimissioni per incapacità e incompetenza ma era sottointeso e non a prescindere dai modi e dai tempi in cui tutto ciò doveva avvenire.

Il rischio concreto è quello di perdere due intere stagioni, proprio mentre l'isola si prepara ad affrontare il periodo più complesso e strategico dell'anno: la stagione estiva. È infatti nei mesi di maggiore afflusso turistico che servono decisioni rapide, presenza costante, visione e guida politica. Servono amministratori capaci di coordinare interventi sulla pulizia del territorio, sulla gestione dei flussi, sul sostegno alle associazioni e sulla promozione turistica.

In questo contesto, l'abbandono dell'Amministrazione richiama metaforicamente alla memoria una delle pagine più drammatiche della nostra storia recente: quella di un naufragio in cui, nel momento più critico, la guida venne meno prima che tutti fossero messi in salvo. Oggi, con le dovute proporzioni, si ha una sensazione simile: quella di una comunità lasciata senza guida proprio nel momento del bisogno, costretta a fronteggiare da sola le difficoltà.

Le nostre isole, Giannutri compresa, non sono mai state ferme. Le associazioni del territorio hanno continuato, con impegno straordinario, a farsi carico di tutto: dalla pulizia del mare e delle spiagge, all'organizzazione delle festività patronali nelle tre frazioni, dalla promozione dei prodotti tipici alla valorizzazione della musica, della cultura e del tempo libero. Sono loro, i volontari, insieme ai cittadini comuni, a tenere viva l'anima dell'isola e a sostenerne l'attrattività turistica.

Ma non può e non deve essere solo questo il modello. Una comunità ha bisogno di istituzioni presenti, autorevoli e responsabili. Ha bisogno di una guida politica che non si sottragga nei momenti cruciali.

Ieri scadeva il termine per un eventuale ripensamento. Quel ripensamento non c'è stato. Da oggi, l'isola entra ufficialmente in una fase commissariale che, inevitabilmente, segnerà un rallentamento e un'incertezza che avremmo potuto e dovuto evitare. Come minoranza consiliare, riteniamo che quanto accaduto rappresenti una grave ferita per la nostra comunità. Non ci sottrarremo al nostro ruolo: continueremo a vigilare, a proporre e a rappresentare le istanze dei cittadini. Ma non possiamo non sottolineare con forza che questo epilogo lascia l'amaro in bocca, soprattutto perché nella storia amministrativa dell'isola non era mai accaduto, e si apre una fase delicata che richiederà responsabilità, impegno e, soprattutto, rispetto per un'isola che merita di più.