ZES UNICA PER LE ISOLE MINORI: SUPERARE GLI SVANTAGGI CAUSATI DALL'INSULARITA'
I sindaci, uniti per colmare il divario tra le isole e la terraferma, dovranno approvare una mozione consigliare per promuovere soluzioni e per stimolare il Governo.
In un momento in cui il Governo nazionale sta accelerando sull'attuazione delle Zone Economiche Speciali (ZES) come leva strategica per lo sviluppo dei territori, anche i Comuni delle isole minori italiane si muovono in maniera coordinata per rivendicare pari opportunità.
Su impulso dell'ANCIM (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori), i sindaci dei 35 Comuni insulari porteranno nei rispettivi Consigli comunali una mozione condivisa che punta a ottenere l'effettiva istituzione di una ZES unica dedicata alle isole minori. L'obiettivo è chiaro: trasformare un riconoscimento normativo già esistente in uno strumento concreto di sviluppo economico.
Come evidenziato nella comunicazione inviata ai sindaci dal presidente ANCIM, Sergio Ortelli, l'approvazione simultanea della mozione rappresenta un passaggio fondamentale per rafforzare la richiesta istituzionale nei confronti del Governo, a partire dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dei ministri competenti.
Da molti anni, 40 per la precisione, il nodo dell'insularità e le soluzioni per superare l'emarginazione sono oggetto di riflessione in ANCIM, associazione fondata il giorno 8 giugno 1986 all'Isola del Giglio. Vivere su un'isola comporta svantaggi strutturali evidenti: costi di trasporto più elevati, difficoltà logistiche, distanza dai servizi essenziali e quindi meno accessibili e un mercato del lavoro fortemente condizionato dalla stagionalità. Questi fattori incidono direttamente sulla competitività delle imprese e sulla qualità della vita dei cittadini che ogni anno diminuiscono di numero. La mozione sottolinea come tali criticità abbiano prodotto nel tempo effetti concreti: indebolimento del tessuto produttivo, fuga dei giovani, riduzione delle opportunità occupazionali e crescente dipendenza dal turismo stagionale.
In questo contesto, la ZES non viene rivendicata come un privilegio, ma come uno strumento di riequilibrio necessario per garantire equità territoriale. Una misura già prevista, ma non attuata.
Un elemento centrale della proposta riguarda l'attuazione della normativa già esistente. Il Decreto Legge n. 91 del 2017, infatti, prevede l'estensione delle ZES anche ad alcune isole minori del Centro-Nord, tra cui quelle toscane, liguri e laziali. Tuttavia, questa previsione è rimasta finora priva di applicazione concreta. La richiesta dei Comuni è quindi duplice: da un lato dare piena attuazione alle norme già approvate, dall'altro costruire un quadro chiaro e unitario attraverso un elenco unico delle aree ZES insulari, che includa Liguria Toscana e Lazio, e una quota dedicata di risorse finanziarie.
Il tema si inserisce in un quadro più ampio che riguarda la coesione territoriale, sancita sia dalla Costituzione italiana, con il recente rafforzamento del principio di insularità (art. 119 comma 6^), sia dai trattati europei (Risoluzione del Parlamento europeo del 7 giugno 2022). Le isole minori, pur condividendo condizioni analoghe a quelle delle aree svantaggiate, non beneficiano oggi degli stessi strumenti compensativi. La ZES rappresenta quindi una possibile risposta concreta per attrarre investimenti, sostenere le imprese locali e creare occupazione stabile.
L'iniziativa dei sindaci segna un passaggio importante: per la prima volta, i Comuni insulari si muovono in maniera compatta su una proposta strutturata, con l'obiettivo di portare all'attenzione nazionale una questione spesso marginalizzata. La trasmissione della mozione ai principali esponenti del Governo, tra cui il Ministro per le politiche del mare Nello Musumeci, il Ministro per le politiche di coesione Tommaso Foti e il Sottosegretario Luigi Sbarra, rappresenta il naturale sbocco di questo percorso istituzionale.
La ZES Unica per le isole minori si configura, dunque, come una delle principali leve per superare il gap dell'insularità. Non una soluzione unica, ma un tassello fondamentale di una strategia più ampia che punta a rilanciare economia, occupazione e qualità della vita. La sfida, ora, è trasformare una richiesta condivisa in una decisione concreta. I Consigli comunali delle isole minori sono pronti a fare la loro parte. Tocca alle istituzioni nazionali raccogliere il segnale e tradurlo in azione.
Per commentare occorre accedere con le proprie credenziali al sito www.giglionews.it
Login
Non riesci ad accedere al tuo account? Hai dimenticato la password?