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Come funziona il contratto per i servizi di smaltimento rifiuti e pulizia dell'ATO Toscana Sud?

Come funziona il contratto per i servizi di smaltimento rifiuti e pulizia dell'ATO Toscana Sud?

Giorni fa mi sono trovato a discutere riguardo la gestione dei rifiuti con una persona, che ringrazio per i toni civili, che sosteneva quanto fosse impossibile "influire" per comuni così piccoli come il Giglio e che sicuramente il Comune non c'entrava niente con la riorganizzazione del servizio in corso, su cui nessuno sembra sapere nulla sull'isola. Avendogli promesso una risposta esaustiva, spero di fare cosa gradita riportando di seguito la mia testimonianza sul tema, visto che mi sono occupato di rifiuti per 10 anni.

Il contratto di servizio vigente in ATO Toscana Sud (province di Siena, Grosseto, Arezzo e la Val di Cornia) prevede un corrispettivo basato su "costi unitari", ovvero un costo stimato: tot euro al metro lineare di strade spazzate, TOT euro a cassonetto ritirato, ecc. Quindi, anziché sommare i costi "vivi" dei singoli comuni e ripartire solo i costi generali, l'ATO prende i costi dichiarati dal gestore, fa un controllo di legittimità di forma e li ripartisce sulla base dei servizi resi dal gestore. In questo modo nessun comune può sapere quali servizi sta realmente finanziando: è certo che in passato i cittadini del Giglio abbiano pagato costi di servizi non svolti sull'isola, ma ATO non ha mai ascoltato quando proponevamo di cambiare il metodo di ripartizione dei costi tra i comuni.

Questo per il Giglio si tradusse in un aumento anno su anno del 33% dei costi per lo smaltimento dei rifiuti nel 2014, che solo grazie a costanti battaglie nelle assemblee ATO (assieme ad altri comuni "non allineati") e al cambio della normativa nazionale eravamo riusciti ad abbassare. Queste battaglie sono da fare nelle assemblee ATO, cosa che dal giugno 2024 il Comune del Giglio non fa più. Qualche consigliere comunale dovrebbe domandarne il perché, ma è solo una mia opinione.

Passiamo agli spazi di manovra sulle modalità di raccolta dei rifiuti.

Il contratto unico regionale dà al gestore il diritto a proporre il modello di raccolta e, fin quando me ne sono occupato io, il modello prevedeva due possibilità: porta a porta (molto costoso) o cassonetti ad accesso controllato con tessera nominale. Nelle mie interlocuzioni con il gestore cercavo di spiegare che le isole sono territori diversi dalla terraferma e occorreva immaginare qualcosa di diverso rispetto ai modelli standard, cercando di minimizzare lo spostamento dei rifiuti dall'isola verso il continente, altrimenti le bollette saranno insostenibili per cittadini e imprese.

Per questo avevo concordato un piano di riorganizzazione dei servizi fondato su 3 punti:

  • Sostituzione dei cassonetti con cassonetti più piccoli e con tessera nominale, per responsabilizzare chi getta i rifiuti;
  • Avvio di una sperimentazione riguardante l'auto-compostaggio sull'isola per l'organico da raccogliere in inverno, per minimizzare i costi in bolletta (l'organico pesa il 50% circa del rifiuto, si potrebbe arrivare quasi a dimezzare i costi di trasporto;
  • Avvio della raccolta dedicata ai non domestici per l'estate, perché senza di quella i cassonetti più piccoli non sarebbero stati sufficienti a gestire il picco estivo dei rifiuti.

Questa riorganizzazione era finanziata da PNRR Isole Verdi, e non sarebbe finita in bolletta. La diligenza del buon padre di famiglia vorrebbe che la giunta avesse spiegato quali sono state le proprie scelte, se questo piano è stato cambiato, come e per quale motivo.

Perché si può opinare sulla mia scelta riguardante il modello di raccolta, che andava rifinita col gestore prima di presentarla ai cittadini, si può spiegare per quale motivo il Comune ha deciso di non finanziare più la riorganizzazione coi fondi PNRR ma ha deciso di farle andare in bolletta (così sembra da dichiarazioni della giunta nei consigli comunali), ma non spiegare niente è inaccettabile. Far finta che non ci sia il minimo spazio di manovra è semplicemente falso.

Delle idee e delle scelte invece si può e si deve discutere nei consigli comunali, spero che questa mia testimonianza possa servire a riportare la politica a ragionare sugli spazi di manovra che il Comune ha, anziché continuare a spargere odio su uffici e avversari. Cosa che di recente avviene anche sui social, tramite un profilo palesemente falso, creato a febbraio 2026 e attivo solo per difendere la maggioranza sui gruppi social frequentati dagli isolani. Andiamo avanti.

Luca Mibelli