I ghiozzi
I ghiozzi

angelo stefanini isola del giglio giglionewsAlcuni anni fa era solito gettare l'ancora nella baia del Campese una barca per croceristi di lusso che tutti o quasi tutti al Giglio eravamo soliti chiamare "Il Quattr'alberi". Era solito sostare almeno lo spazio di un'intera giornata e mio babbo, insieme se non ricordo male all'altro tassista di allora e di adesso Adriano, preventivamente avvisato dell'arrivo dal telefono di bordo o con il baracchino non essendoci ancora i telefonini, portava una cospicua parte di questi signori, per lo più facoltosi americani un po' su con l'età, soprattutto a Giglio Castello, da dove potevano farsi un'idea dell'intera isola, oltre che ammirare le bellezze tipiche del Castello stesso. Il tutto avveniva specialmente in primavera o in autunno e contribuiva a far muovere un po' di economia anche in quei periodi di relativa calma turistica. Scendevano a terra per mezzo delle motobarche loro e vedere i marinai e gli ufficiali che li accompagnavano vestiti rigorosamente in bianco con le divise di bordo, rendeva bene l'idea di quanto quelle crociere fossero di livello veramente esclusivo. L'unica difficoltà, manifestata informalmente a mio babbo e più volte a dir loro rappresentata alle amministrazioni di allora, era legata al fatto della mancanza al Campese, di un piccolo molo, magari tipo quelli che adesso servono la catenaria del Porto, che consentisse di far scendere e risalire senza rischi i croceristi dalle motobarche, esigenza accentuata dal fatto che, come dicevo sopra, si trattava di persone mediamente un po' su con l'età. D'altra parte, per loro, la baia di Campese per la sua conformazione naturale era l'unico posto dell'isola che consentiva di stare all'ancora in relativa sicurezza. Fatto sta che dopo un po' di tempo "Il Quattr'alberi" non s'è più visto, se non per rapide e fugaci apparizioni che comunque non prevedevano lo sbarco a terra dei passeggeri.

Tutto questo mi è venuto in mente ieri sera mentre guardavo, verso le 20:30, il telegiornale di TV9, nel momento in cui hanno data la notizia che, a partire da metà ottobre, alcune navi da crociera faranno sosta in rada a P.S.Stefano e, a detta del servizio, ciò farà si che centinaia di croceristi verranno sbarcati a terra per escursioni varie. Se non ho capito male è stato fatto anche un accordo con il comune di Orbetello in tal senso e ho pensato subito che uno dei posti in cui verranno portati non potrà che essere l'antica città etrusca di Cosa sul poggio di Ansedonia. L'accordo con le compagnie da crociera interessate varrà anche per gli anni a venire.

La morale di tutto questo quale può essere? Partendo da quella data fatidica del 13 Gennaio 2012 io penso che ci sia stato un momento in cui NOI, intesi come Giglio, avremmo potuto chiedere, soprattutto a Costa Crociere che aveva bisogno come il pane di rifarsi un'immagine positiva agli occhi di tutto il mondo, qualsiasi cosa, compreso qualcosa di simile a quello che all'Argentario stanno facendo. Invece dopo una fase iniziale in cui forse ci siamo andati (con Costa) un po' troppo a braccetto, curando molto l'aspetto esteriore della vicenda, ci troviamo impelagati in una vertenza giudiziaria che non si sa dove andrà a parare, con una richiesta danni, quella si, che ci ha sputtanato agli occhi di mezzo mondo e le cui spese legali sarebbe bene conoscere un pochino più nel dettaglio, visto che girano in tal senso voci di cifre iperboliche.

Così, mentre guardavo quel servizio, mi è venuto da pensare che, l'appellativo con il quale noi gigliesi siamo apostrofati nel circondario e che dà il titolo a questo mio scritto, non sia, per una volta, così mal riposto.

Angelo Stefanini - 9 ottobre 2015