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Palmenti e Capannelli ... documenti storici

PALMENTI E CAPANNELLI … DOCUMENTI STORICI

(Meglio tardi che mai)

E’ un po’ come rovistare tra oggetti lasciati in soffitta o in cantina più del dovuto e trovarli poi, cambiati dal tempo, logori di polvere, umidi di muffa.
Spesso il cuore di chi trova e guarda quegli oggetti, si restringe con la sensazione di aver perduto qualcosa di prezioso, ma mal curato perché al momento sottovalutato.

Ci sono cose nella vita, che passano come un treno in corsa davanti agli occhi di chi guarda: le vedi ma non le osservi e lasci andare, così è per la Natura, quella con la enne maiuscola che invia quotidianamente messaggi a partire dall’alba, colorando di tinte tenue i suoi contenuti fino al tramonto, che invece, li infiamma, promemoria prima del buio, alla non dimenticanza.
Da non eludere.

Così, anni fa è avvenuto per me e la campagna gigliese, sempre guardata da un finestrino del treno in corsa e un giorno rivelatasi coi colori accesi del tramonto.
I Palmenti, i Capannelli, i forni, lasciati da parte nei secoli dai nostri avi perché ormai inservibili, erano là e si ergevano nel silenzioso abbandono della campagna, veri documenti storici che davano valore e dignità alla terra e alle antiche persone, nostri progenitori.
Uomini altrimenti svaniti nel nulla delle immani fatiche date alle vigne, alle terre lontane; dare loro parola con la fotografia attraverso percorsi esistenti seppur stravolti dalla vegetazione, voleva dire richiamare con riconoscenza l’attenzione su di essi.

Uomini lontani dalla nostra realtà, muti di storia scritta, eppure così presenti nelle greppe, nelle pietre da loro scavate, ricche di tracce famigliari.
Noi siamo quella memoria e ho auspicato, 16 anni fa, che tali siti tornassero a rivivere, liberi da erbacce, nella nostra storia attuale, proprio come si fa con un libro dal contenuto classico, letto, ma tenuto presente sul comodino.
Un classico libro a cielo aperto.

Oggi per me è come aver rovistato in soffitta o in cantina, perché quella speranza, grazie all’interesse del direttivo Pro Loco Isola del Giglio e alla sensibilità della paesana Ilva Danei, di Parasole, che si è buttata a capofitto nel progetto, i Palmenti, i Forni, seppur diroccati e malandati, tornano alla luce raccontando ancora.

Nel tempo del - tutto per l’accoglienza- visto che l’isola vive di turismo, come sono sorte le giornate ecologiche -puliamo le cale - puliamo le spiagge - potrebbe nascere la giornata campestre “puliamo i Palmenti,” in fondo, serve un tagliaerba, amore di appartenenza e volontà.
Comunque… meglio tardi che mai.

Palma Silvestri

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